LA MORTE TI FA BELLA

La performance, site specific, e in genere a numero chiuso, prende vita in un ristorante. La particolarità innovativa poggia sulla base del format: Metti una sera a… (S)cena.  L’attore non è più distante dallo spettatore. Lo spettatore non è più passivo osservatore e critico: la miscela esplosiva è data dall’interazione fisica ed emotiva tra le due parti.

Le prime realizzazioni hanno quindi avuto luogo presso La Fraschetta Gourmet di Via Nomentana a Roma.

Accolto da due Cerimonieri, il pubblico ha potuto gustare un aperitivo servito in un originale school bus americano proprio della location (adattamento site specific). Qui, un attore in veste di Morte ha dato il via alla performance salutando, recitando un Prologo, fornendo istruzioni. Successivamente gli spettatori sono stati accompagnati nella pre-allestita sala ristorante, ove hanno trovato cinque tavoli apparecchiati per 25 persone con possibilità d’accomodarsi (anche) random, per dar modo a tutti di capitare con temporanei sconosciuti. Allo scoccare di scadenzati segnali acustici, cinque attrici hanno quindi ruotato, una dopo l’altra, tra i cinque tavoli per ben due volte ciascuna, interpretando dieci storie. Il tema scelto per la serata – in apparenza decisamente inusuale – è stato “la morte”, vista come la finalizzazione di un rapporto in cui, una volta tanto, è la donna ad usare “violenza” sull’uomo (partner, amico, amante, datore di lavoro, ecc.) e a prevalere sulla figura maschile. In un’epoca in cui la violenza sulle donne è argomento assai dibattuto e quotidiano, la donna “uccide” l’uomo, esce vincitrice, si riappropria della sua dignità di femmina, non più sesso debole per antonomasia, ma paritetica figura sociale da rispettare e amare, e lo fa attraverso monologhi ironici, dallo humor graffiante e un po’ noir del drammaturgo Aldo De Benedetti. Quindi il messaggio forte e la visione sociale, qui non certo positiva ed esemplare da un punto di vista pedagogico, è stata smorzata nei suoi contenuti, resa leggera, e accolta dal pubblico con assoluto divertimento dato l’inaspettato ‘ribaltamento’ dell’esito di ogni storia…

L’aspetto interattivo pone attore e spettatore sullo stesso piano (anzi tavolo, in questo caso), e il mood relazionale si trasforma in uno scambio di emozioni reciproche e conviviali, che sorprendentemente non finiscono affatto con l’ultima portata…

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