CRIMINI D’AMORE

La performance, site specific, e in genere a numero chiuso, prende vita in una bellissima location di Roma: il Casale di Tor di Quinto, con la quale è stata stretta una partnership che prevede un appuntamento fisso mensile a partire dalla stagione autunnale.

La particolarità innovativa poggia sulla base del format: “Metti una sera a… (S)cena”. L’attore non è più distante dallo spettatore. Lo spettatore non è più passivo osservatore e critico: la miscela esplosiva è data dall’interazione fisica ed emotiva tra le due parti.

Accolto da due Cerimonieri, il pubblico potrà gustare un aperitivo servito in uno dei tanti originali quanto suggestivi spazi presenti nella bellissima struttura (adattamento site specific). Qui, un attore in veste di un fantomatico pluriomicida in stile America anni ’20, dà il via alla performance salutando, recitando un Prologo e fornendo istruzioni. Successivamente gli spettatori sono accompagnati nel pre-allestito spazio ristorante all’aperto, ove troveranno tavoli scenograficamente apparecchiati con possibilità d’accomodarsi (anche) random, per dar modo a tutti di capitare con temporanei sconosciuti. Allo scoccare di scadenzati segnali acustici, i performers, uno per ogni tavolo, ruoteranno in successione tra i rispettivi tavoli, interpretando storie d’amore attraverso monologhi ironici, dallo humor graffiante e un po’ noir, dove non l’Amore bensì l’Odio, di matrice criminosa, sebbene sempre con un mood leggero ed umoristico, la fa da padrone…

Il tema scelto per la serata – in apparenza decisamente inusuale – è infatti “il crimine”, visto come la finalizzazione di rapporti e relazioni logore o d’interesse. Quindi il messaggio forte e la visione sociale, qui non certo positiva ed esemplare da un punto di vista pedagogico, è smorzata nei suoi contenuti, resa leggera, e accolta dal pubblico con assoluto divertimento dato l’inaspettato ‘ribaltamento’ dell’esito di ogni storia…

L’aspetto interattivo pone attore e spettatore sullo stesso piano (anzi tavolo, in questo caso), e il mood relazionale si trasforma in uno scambio di emozioni reciproche e conviviali, che sorprendentemente non finiscono affatto con l’ultima portata… La cena, infatti, così come l’allestimento registico, muta radicalmente trasformandosi in una forma di metainterazione, durante la quale si vedranno i vari componenti dei tavoli impegnati in una sfida appassionata sui temi e sui personaggi appena ascoltati, con ulteriore scambio conviviale con i performers, non più calati nei personaggi, ma tornati nelle loro vesti di persone e, perché no, simbolici capitani coraggiosi del rispettivo tavolo-squadra…

La serata culmina in un grande abbraccio collettivo con premiazione e foto di gruppo!

Tale mise-en-scène, come facilmente intuibile, si presta perfettamente per essere sfruttata per qualsiasi altro appuntamento e in qualsiasi altro contesto e spazio adibito, siano essi all’aperto o al chiuso.

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